Cultura

“Spaventapasseri” Arancioni

“Spaventapasseri” Arancioni

“Spaventapasseri” Arancioni

Partendo dal presupposto che è giusto e sacrosanto fermare e sanzionare chi guida come un “matto”, soprattutto in città, non ci saremo aspettati di vedere i “Velo Ok” ad Acqui Terme.

Sono anni che si parla della loro discutibile “utilità”, noi già volevamo affrontare l’argomento quando erano stati adottati da Bistagno e Calamandrana, ma mai e poi mai pensavamo che il nostro Comune cadesse nel trabocchetto dei dissuasori arancioni.

Il Ministero dei Trasporti afferma: “…si premette che i dispositivi in oggetto non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal nuovo Codice della Strada e dal connesso regolamento di esecuzione e attuazione (DPR N.495/1992). Conseguentemente, non risulta per essi concessa alcuna approvazione, ai sensi dell’Art. 45 c.6 del Codice e dell’Art. 192 c.3 del regolamento, da parte di questa Direzione Generale…”.

E’ necessario considerare che se i bidoni hanno la funzione di nascondere gli Autovelox (cosa improbabile visto il diametro ridotto e per la distanza che occorrerebbe alle fotocellule per rilevare la velocità) deve rispettare la direttiva Maroni del 14 agosto 2009.

Questi contenitori posti dai Comuni costituiscono senza ombra di dubbio una postazione mobile, anche se sulla strada vengono installati segnali di preavviso fissi e sui box adesivi riconducibili alla polizia municipale. Disattendendo la direttiva Maroni che stabilisce che per le postazioni mobili possano essere utilizzati segnali permanenti sulla strada solo quando il loro impiego non sia occasionale, ma per la frequenza dei controlli assume il carattere di sistematicità.

L’uso sporadico di qualche volta al mese non assume il carattere di sistematicità e, di conseguenza, è ovvio che non può essere installato alcun cartello di preavviso né sul contenitore può essere applicato nessun simbolo del Comando, questo è consentito solo sulle postazioni fisse.

Pertanto questi box dovrebbero presentarsi anonimi senza alcuna indicazione che abbia qualche riferimento al Codice della Strada.

Solo quando al loro interno viene inserito l’Autovelox devono essere preavvisati da un segnale mobile di controllo elettronico della velocità e da un secondo cartello con la figura “polizia municipale”, a meno che non sia visibile la pattuglia che presidia la postazione o l’auto di servizio.

Oppure se considerati parte dell’arredo urbano posti al di fuori della sede stradale, da recepire l’esortazione del Ministero dei Trasporti sul posizionamento sulla banchina o sul marciapiede che potrebbe costituire un ostacolo per i veicoli in caso di svio, nonché per i pedoni o per chiunque dovesse finirci contro (potrebbe adire ad un’azione risarcitoria nei confronti del Comune).

Infine è irregolare la luce azzurrognola che lampeggia tutta la notte o in caso di scarsa visibilità, dimenticando che la direttiva Maroni, quando fa riferimento alla collocazione su un veicolo di un dispositivo supplementare a luce lampeggiante blu di tipo mobile, intende quello permesso dall’Art. 167 del Codice della Strada.

Quante irregolarità sono presenti nell’utilizzo di questi bidoni del costo di circa 2000 euro (anzi vorremmo sapere con esattezza quanto è costata alla collettività questa discutibile operazione); questi bidoni sono stati adottati con enfasi da parecchi sindaci, sono di solito preannunciati attraverso gli organi di stampa come: “Obbiettivo alla sicurezza stradale”.

A suffragare/giustificare l’operazione forse un monitoraggio su alcune strade di scorrimento di Acqui, fra cui Via Nizza e Viale Einaudi dove un veicolo sarebbe addirittura transitato a 160 km orari; cosa abbastanza improbabile se non con una supercar e a traffico interdetto, con tanto di post esplicativo sulla pagina di Facebook redatto forse dall’addetto alla “comunicazione”.

Partendo dal presupposto che sia stato effettivamente fatto il monitoraggio, con strumenti di controllo velocità da parte di chi? Dei Vigili Urbani? Sono state elevate sanzioni ai trasgressori? Quello che andava a 160 all’ora è stato fermato?

In altre città, molti di questi bidoni non hanno mai avuto l’onore di ospitare un Autovelox e non lo avranno mai per dove sono ubicati, e non regge la scusa: sono utilizzati come deterrenti per far rallentare gli automobilisti, in quanto i segnali non possono essere usati per spaventare la gente, ma devono indicare qualcosa che è presente e certo!

Un’incauta operazione che hanno effettuato parecchie amministrazioni, forse sarebbe stato meglio affidare la costruzione di questi scatoloni con due fori a qualche fabbro locale, che, con poche centinaia di euro avrebbe realizzato un prodotto con analogo risultato.

Ben vengano i controlli, quelli seri e legali sulla velocità, affinché si induca gli automobilisti indisciplinati ad andare piano!   

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