lunedì 16 Febbraio 2026 - Anno 35

“IL SIGNORE DI NOTTE” di Gustavo Vitali

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Venezia, 16 aprile 1605.

Viene rinvenuto nella sua modesta dimora il cadavere di un nobile caduto in miseria, primo delitto di un giallo fitto fitto che ha come sfondo la Venezia alle soglie del Barocco.
Sul luogo si precipita il protagonista del racconto, Francesco Barbarigo. Come “Il Signore di Notte”, dà il titolo al racconto e richiama espressamente la magistratura incaricata dell’ordine pubblico, sei giudici e insieme capi della polizia. Si tratta di una persona realmente vissuta ai tempi così come i principali personaggi della storia che, al contrario, è di pura invenzione. Questo particolare ha comportato un copioso lavoro di ricerca come documentato nella bibliografia del libro.
È solo il primo dei delitti che affiorano in una trama intensa e intrigante. Sono coinvolte le figure più varie, da quelle di primo piano, a quelle defilate nei contorni. L’autore apre così un’ampia carrellata su aristocratici ricconi e quelli che vivacchiano malamente, mercanti, usurai, bari, prostitute e altri. Nella vicenda tutti recitano i rispettivi ruoli e la contestualizzano in quella società veneziana che si era appena lasciata alle spalle un secolo di splendore per infilarsi in un lento declino. Compaiono anche personaggi sgradevoli, come i “bravi”, perché il tempo del declino è anche il loro, accomunati agli sgherri da una violenza sordida e sopraffattrice.
Sempre nell’ottica di addentrare il libro nella sua epoca, ecco l’aggiunta di brevi divagazioni su curiosità, usi e costumi, aneddoti, fatti e fatterelli. Costituiscono un bagaglio di informazioni sulla storia della Serenissima, senza interrompere la narrazione e senza che gli attori si defilino da questa.
Un discorso a parte merita la figura del protagonista. Se qualcuno spera nello stereotipo dell’eroe positivo, resterà deluso. Il Barbarigo è un uomo contorto che affronta le indagini con una superficialità pari solo alla sua spocchia. Vorrebbe passare come chi sa il fatto suo, spargere sicurezza, ma nel suo intimo covano ansie e antichi dolori. Non sa come cavarsi dagli impicci, cambia idea e umore da un momento all’altro, insegue ipotesi stravaganti e indaga su persone del tutto estranee al delitto. Il linguaggio è spiccio, crudo, spesso beffardo e dissacratorio, mette in ridicolo difetti e difettucci del protagonista e insieme quelli della società del tempo.
Sull’onda dell’improvvisazione e di una acclarata incapacità non si fa mancare nulla, nemmeno una relazione disinvolta, o quella che lui vorrebbe tale, con una dama tanto bella, quanto indecifrabile. Non capisce nulla neppure di questo strambo amore che gli causa presto nuovi turbamenti.
Cosicché nelle indagini, come pure nel letto, finisce con il collezionare una serie di disfatte clamorose fino a quando in suo aiuto accorre un capitano delle guardie che ha tutta l’esperienza e l’astuzia che mancano al magistrato. Tuttavia i due dovranno faticare ancora un bel pezzo per scrivere la parola fine a tutto il giallo che nel frattempo si è infittito di colpi di scena, agguati e delitti, compresi quelli che riemergono dal passato. Il finale sarà inaspettato e sorprendente.

Chi è Gustavo Vitali

Sono nato a Milano il 4 agosto. Tralascio l’anno perché su questo argomento sono un tantino riluttante. La foto … non recentissima a corredo dovrebbe lasciare intuire il secolo.
Mi sono trasferito nella bergamasca agli inizi degli anni ’80 e qui sono nati i miei figli Federico e Claudio. È un peccato per chi non mi conosce di persona: si è perso il meglio … oltre alla ritrosia sull’età, soffro anche di una certa vanagloria su tutto il resto.
Scherzi a parte, escluso i figli che ho davvero e la foto nella quale sono proprio io da bimbo, ecco le mie passioni: storia, scrittura e volo libero in parapendio. Sono un dilettante in tutte e tre. Istruzione: liceo scientifico e scienze politiche. Nessuno ha mai parlato di me in modo lodevole: “È un ragazzo intelligente, ma non si applica abbastanza!” l’invariabile commento degli insegnanti. Sicché la laurea si è persa per strada, anche perché nel frattempo ero stato risucchiato nell’attività di famiglia che è diventata la mia per molti anni.
La passione per il volo in deltaplano e parapendio coniugata a quella per la scrittura mi ha portato a collaborare come ufficio stampa della FIVL, Associazione Nazionale Italiana Volo Libero. A questo link troverete tutta la produzione;
https://www.fivl.it/comunicati-stampa/comunicati-stampa
Invece, interesse per la storia e il non essere capace di trattenere i ditini dalla tastiera, hanno sortito come risultato un libro giallo ambientato nella Venezia dei dogi, anno 1605, con personaggi realmente vissuti all’epoca.
“Il Signore di Notte” – https://www.ilsignoredinotte.it/ – mi è costato otto anni meno un mese di lavoro, tempo speso più a documentarmi e leggere testi che non a scrivere le oltre 500 pagine di testo. Sono rimasto soddisfatto di questo thriller intrigante. Però attenzione! Come dicevo all’inizio, soffro di vanagloria …

Gustavo Vitali

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