Io. Stella del mattino di Veronica Madia, pubblicato da SBS Edizioni, mette in scena una fede che si incrina e un’identità che vacilla. Selezionato per Casa Sanremo Writers 2026, sarà a Sanremo durante il Festival della Canzone Italiana, nella Riviera dei Fiori.
Tra dubbio e vertigine
La caduta iniziale è una soglia narrativa: l’ombra non è mai solo antagonista e la libertà ha sempre un prezzo. Chiediamo ora a Veronica Madia come vorrebbe che Io. Stella del mattino fosse percepito, e quale esperienza desideri lasciare al lettore.
IO. Stella del Mattino nasce da una domanda semplice ma difficile: cosa resta del divino quando la fede si incrina. A distinguerlo è il punto di vista: Lucifero non è un nemico assoluto ma una presenza viva, costretta a confrontarsi con il limite umano, mentre una donna consacrata scopre che la fede può diventare un luogo di conflitto. La storia si apre con una caduta, letterale e simbolica, in Piazza San Pietro, tra macerie e silenzio, che mette il lettore davanti a un angelo privato del potere e a una donna che crede di sapere chi è. Il romanzo non chiede di scegliere da che parte stare, ma di restare nel dubbio: tra obbedienza e libertà, colpa e amore, dannazione e desiderio di pace. È un’esperienza intensa, che interroga sul bisogno di appartenenza, di perdono e di identità. Non consola ma accompagna, e invita a restare dentro la domanda più scomoda: se l’amore possa esistere anche quando il perdono è stato negato.
Una lettura che non consola, ma accompagna.






