Red Oscillations: La cartografia inaffidabile della mente – Una nuova mostra di Tim White-Sobieski
Il Palazzo Robellini è lieto di presentare Red Oscillations: La cartografia inaffidabile della mente, la nuova mostra di Tim White-Sobieski, che introduce una serie innovativa di dipinti di grande formato capaci di ridefinire i limiti della logica narrativa, della percezione psicologica e dei meccanismi dell’immaginazione.
L’esposizione riunisce tele monumentali – alcune di quattro metri – in cui figure umane minuziosamente realizzate convivono con personaggi artificiali, forme aliene, astrazioni simboliche e ibridi anatomici impossibili. Questi elementi improbabili si scontrano in composizioni che sfidano ogni logica razionale, generando un universo visivo tanto sconcertante quanto magnetico.
Dominati dal colore rosso, i dipinti alternano zone di estrema precisione a gesti caotici, linee tracciate d’impulso e campi astratti densi. Questa tensione tra controllo e spontaneità
costituisce il nucleo filosofico del progetto.
“L’idea era catturare la mente nella frazione di secondo che precede la comprensione,” afferma Tim White-Sobieski. “I dipinti si comportano come scansioni neurali — fugaci, instabili, contraddittorie. Riflettono il modo in cui il cervello inventa il significato, anche quando il significato si sgretola.”
Tra le opere di punta figura il dipinto panoramico Christmas Hunter, in cui un uomo in abito elegante, equipaggiato con un misterioso dispositivo e un solo pattino rosso, fronteggia una serie di entità surreali e indecifrabili. Il fulcro della mostra è il trittico A Windy Day at an Airfield for Take-offs, una vasta composizione dove figure umane e creature strane si fondono, lottano o scompaiono all’interno di un paesaggio rosso travolgente. L’unico riferimento letterale al titolo è una minuscola manica a vento nel pannello centrale.
Questi dipinti pongono allo spettatore una domanda psicologica fondamentale:
Quale storia sto proiettando su queste immagini?
Sabotando sistematicamente la coerenza narrativa, le opere diventano uno specchio delle interpretazioni soggettive, delle ansie e dei riflessi immaginativi del visitatore.
Red Oscillations non è semplicemente una mostra — è un esperimento sulla percezione, sulla logica e sui limiti stessi della comprensione. Offre un’occasione rara di osservare il funzionamento della mente in forma visiva.
Red Oscillations: La cartografia inaffidabile della mente è un nuovo corpus di opere che esplora il confine instabile tra percezione, allucinazione, memoria e costruzione narrativa. La serie comprende dipinti monumentali — alcuni di quattro metri.
– costruiti attraverso lo scontro tra figure meticolosamente realizzate e gesti radicalmente improvvisati. Questa dualità costituisce la grammatica visiva del progetto: il mondo razionale dei personaggi riconoscibili e realistici convive in modo inquieto con entita artificiali e quasi aliene, forme simboliche, silhouette dalla testa-palloncino e strani ibridi fisiologici.
L’architettura di fondo è un campo turbolento di astrazione rossa, pulsante come un interno biologico — a metà tra paesaggio neurale e residuo di sogno. Su questa superficie, linee erratiche, scarabocchi frenetici e segni periferici rapidi si scontrano con zone di minuziosa lavorazione pittorica, creando un linguaggio visivo al tempo stesso per-cosciente e impulsivamente inconscio.
L’idea guida del progetto è il tentativo di cogliere la mente umana nell’istante esatto in cui viene colta di sorpresa, un’esposizione fulminea equivalente a una tomografia millisecondica del pensiero. Queste opere si comportano come “mappe” psicologiche in cui frammenti narrativi compaiono, crollano, si contraddicono, si riformano o resistono all’interpretazione. Presentano storie che sembrano quasi plausibili, ma che non si allineano mai del tutto con la logica del mondo reale. Questa incongruenza è essenziale: i dipinti invitano lo spettatore nella soglia liminale tra significato e non-significato, mettendo alla prova l’istinto della mente di imporre un ordine dove non esiste.
Il progetto funziona allo stesso tempo come esperimento visivo e provocazione psicologica. Lo spettatore si trova davanti a scene che sembrano cariche di senso, ma che non possono essere decifrate razionalmente. Un uomo elegantemente vestito regge un dispositivo ibrido — metà fucile, metà mazza da baseball — mentre indossa un solo pattino rosso; creature anatomicamente impossibili fluttuano e si dissolvono;
arti si trasformano in gesti pittorici; organi simbolici galleggiano in uno spazio anarchico. Questa dissonanza intenzionale attiva una ricerca riflessiva di significato, sollevando domande sul funzionamento cognitivo dello spettatore:
Perché voglio che tutto questo abbia senso? Quale storia sto costruendo senza accorgermene? Che cosa rivela questo sul mio modo di pensare?
La serie diventa cosi uno specchio — non della realtà fisica, ma degli istinti narrativi compulsivi della mente. Ogni dipinto è un terreno di prova in cui il cervello rivela la propria vulnerabilità alla confusione, la propria fame di schemi e il bisogno di imporre coerenza al caos.
Tra le opere principali figurano il dipinto panoramico Christmas Hunter e il trittico A
Windy Day at an Airfield for Take-offs, la cui distanza deliberata tra titolo e contenuto — tranne una piccolissima manica a vento nel pannello centrale – destabilizza ulteriormente le aspettative narrative.
Red Oscillations è un viaggio nel territorio instabile dell’immaginazione, dell’intuizione e della distorsione cognitiva — un atlante di turbolenze neurali reso pittura.








