Nell’evento “Non si butta via niente”, Francesco Roberto Falleni presenta una serie di lavori realizzati nell’arco degli ultimi tre anni, in un dialogo costruttivo e insieme provocatorio con le eleganti stanze di Palazzo Robellini.
Traendo il massimo dal materiale che gli sta intorno, Francesco Roberto Falleni utilizza la sua arte come strumento per ricordare – riformulandoli – i simboli, le parole e le immagini ricorrenti delle sue esperienze di vita più dirette, più importanti.
L’attività di Falleni è dedita al divertimento e all’avventura, e parte da basi solide come le superfici che adopera: cornici ritrovate in scantinati, legno compensato regalatogli da un uomo che stava lavorando.
Un obiettivo (di Francesco Roberto Falleni) è quello di lasciare i suoi amici, familiari e collaboratori interagire con lui, in modo che il suo lavoro diventi vivo, iterativo e organico. Falleni è nato a Genova nel 1998 ed è cresciuto a Ovada, dove vive e lavora.
Nella quarta stanza sono esposte per la prima volta alcune opere di Alessandro Bruzzone.
Il suo percorso artistico, nato sotto l’egida di “Fotoanomali”, si sviluppa attraverso elaborazioni digitali, realizzate per lo più con comuni app da smartphone, di foto di oggetti e scenari ordinari. Queste vengono alterate e mixate, sino a generare visioni allucinanti, che nella loro grezza matericità sembrano voler sfondare la parete tra digitale e “reale”, e tra immagine e psiche. Più recentemente, la ricerca di Bruzzone si è allargata ad
assemblaggi tridimensionali, che tra riciclo e détournement mirano a risultati analoghi alle “Fotoanomali”, ma dalla direzione opposta; all’insegna di piccole apocalissi del quotidiano – tutte potenzialmente letali.
Nato e cresciuto a Genova, ricercatore in filosofia, le sue ossessioni spaziano tra arte, collezioni, vintage, cultura pop e disastri vari. Attualmente vive a Montaldo Bormida, con la sua cagnona, una gatta randagia e i suoi mille mostri. “Gran parte della nostra giornata passa inosservata e non sarà mai più ricordata, ma ecco che la psiche pesca i rottami che galleggiano nell’ambiente e li consegna al sogno. Il sogno, l’impianto di riciclaggio dell’ambiente, trova nella spazzatura i valori dell’anima. Il sogno: un artista che si appropria di immagini presenti nell’ambiente per richiamarle alla memoria più tardi, in pace.”
James Hillman, Il codice dell’anima

“NON SI BUTTA VIA NIENTE” a Palazzo Robellini







