giovedì 26 Marzo 2026 - Anno 35

“Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”

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L’arrivo della primavera porta a Genova due grandi mostre di caratura internazionale,che calamiteranno nel capoluogo ligure decine di migliaia di visitatori, non solo da tutta Italia, ma dall’intera Europa.
Dal 20 marzo fino al 19 luglio Palazzo Ducale, con un affascinante allestimento che si snoda fra l’appartamento e la Cappella del Doge, diviso in dieci sezioni tematiche, ospita 60 autentici capolavori nella mostra “Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra”. Sono passati 29 anni da quando nello scorso millennio, nel 1997, la Superba, sempre a Palazzo Ducale, aveva sciorinato eccezionali gioielli artistici di Anthony Van Dyck (1599-1641). Aveva  dimostrato inequivocabilmente il suo sbocciare giovanissimo sulla ribalta artistica del Seicento europeo, dopo essere stato il più talentuoso alunno di Peter Paul Rubens. Questa nuova grandiosa esposizione, curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, mette soprattutto in risalto il ruolo strategico che tre città cosmopolite ed allora  all’apice della potenza economica e finanziaria dell’Antico Continente, Anversa, Genova e Londra, ebbero nella maturazione e nel raffinamento del suo precoce talento artistico, ritrattistico, coloristico e compositivo. Soprattutto focalizzato il periodo fra il 1621 ed il 1627, in cui Van Dyck dalle natie Fiandre soggiornò ed operò in Italia, principalmente a Genova, ma anche Roma e Palermo, e qui fu consacrato uno dei pittori più talentuosi, ricercati e contesi dalla committenza finanziaria, reale e nobiliare  della sua epoca.
Il percorso espositivo inizia con un incisivo e penetrante autoritratto di Van Dick a 15 anni, un olio su tavola di piccole dimensioni  del 1614, attualmente alla Gemaldegalerie di Vienna. Si chiude con un eccezionale coupe de theatre nella sontuosa Cappella dogale.
La monumentale Crocifissione, Cristo con i Santi Francesco e Bernardo ed il nobile Francesco Orero del 1626, unica pala d’altare realizzata negli anni genovesi, delle  ragguardevoli dimensioni di cm.325 per 210, un olio su tela.
Questo gioiello, che testimonia la particolare profondità cattolica di Van Dick si trova ancora oggi nella chiesa a cui il donatore, l’aromataro speziale Orero, l’aveva destinata dal 1627 e cioè la chiesa di San Michele Arcangelo, Cappella del Santissimo Crocifisso, nell’incantevole San Michele di Pagana, fra Rapallo e Santa Margherita.
Suntuoso ed inappuntabile dal punto di vista scientifico il catalogo “Van Dick l’Europeo”, pag 352 euro 45, edito da Allemandi, cui purtroppo la dipartita da pochi mesi non ha permesso di vederne la realizzazione definitiva.
Inaugurata il giorno prima, giovedì 29 marzo, in un altro gioiello dell’architettura genovese, il prestigioso e curioso Palazzo della Meridiana, la mostra “Futurismo”, curata da Simona Bartolena, potrà essere gustata per quattro mesi e si concluderà il 12 luglio.                Marinetti ed il Futurismo rappresentano un big bang sulla scena artistica, sociale, ideologica e culturale italiana  ed  europea di inizio Novecento.
Il taglio di questa selezione di opere di  qualità e di penetrante e curiosa apertura a 360 gradi fra pittura, scultura, architettura, grafica, editoria, ceramiche, fotografia, cartellonistica, privilegia soprattutto la componente ligure e piemontese della incandescente galassia futurista.
Soprattutto presenti molti nomi importanti del secondo Futurismo, dell’areopittura, del teatro, della poesia e della musica futurista. In esposizione il ricercato libro imbullonato di Depero del 1927, il curioso e poco aerodinamico Intona rumori  Gracidatore di Luigi Russolo e, realizzato da Pietro Veraldi, l’intona rumori elettrico, le ricercate xilografie di Renato Di Bosso, soprannome dato da Marinetti al veneto Renato Righetti, la comunicazione pubblicitaria come forma d’arte futurista di Depero e Diulgheroff, per Campari, le ceramiche futuriste di Tullio d’Albissola e Munari, l’areo pittura di Gerardo Dottori, Tato e Bruschetti, le Parole, consonanti, vocali, numeri in libertà del 1915 di Filippo Tommaso Marinetti, i famosi banchetti (a proposito di cucina futurista) che si tennero a Chiavari nel 1931, a Genova (17 luglio 1932) ed Altare (9 agosto 1032).
Interessante per la ricostruzione storica del periodo, con la vicinanza caratteriale, politica ed esistenziale degli artisti futuristi al fascismo, il catalogo. Potrebbe partecipare al Premio Acqui Storia nella sezione storico-divulgativa, con testi di Matteo Fochessati e Simona Bartolena, edito da Sagep Genova, pag.116, con le schede a colori di tutte le opere esposte, euro 32.
CARLO SBURLATI

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