Il futuro è qui potremmo affermare senza tema di essere smentiti. Quel famoso film “2001 Odissea nello Spazio” che data 1968 e che parlava del 2001 come di un qualcosa di quasi irraggiungibile è già passato, è già un “ieri”. Di veramente veritiero e realmente futuristico resta solo quel contrasto tra uomo e macchina con la seconda che già allora dava segni di insofferenza ad essere ancora comandata da un umano.
Una prima forma di “dipendenza da qualcosa” e di non pensare con la propria testa l’uomo l’ha già da tempo usata con il famigerato “algoritmo” che una fredda descrizione ce lo rappresenta come “ una sequenza finita e ordinata di istruzioni non ambigue progettata per risolvere un problema specifico o eseguire un calcolo”. Ad oggi questo “insensibile sistema” governa spudoratamente il prezzo dei trasporti elaborandoli non certo nell’interesse della clientela, ma del profitto.
Da qualche tempo, forse da troppo, si parla della famosa AI o intelligenza artificiale che si sta prendendo gran parte del cervello di molte persone ed eliminando progressivamente tanti posti di lavoro senza creare un’alternativa valida per coloro che il lavoro lo hanno perso o rischiano di perderlo.
E noi umani, come asini, andiamo dietro a questa nuova scoperta, come ad un pifferaio magico che ci condurrà a fondo se non terremo sveglia la nostra povera mente. Ogni dubbio, ogni richiesta, anche la più sciocca, possono essere sottoposte al parere della AI, senza ragionarci sopra.
Già di danni ne stanno facendo, e molti, i vari influenzer che pensano e parlano per gli altri, per gli infiniti followers che tutto si “bevono”, ma da questo a pensare che con una macchina anche la più perfezionata si possa risolvere tutto ce ne corre.
Desta non solo meraviglia, ma anche un certo timore il fatto che le potenze atomiche mondiali possano lasciare alla “macchina” il compito di intervenire se e quando sarà necessario senza che l’uomo interagisca. E qui iniziamo un pericoloso percorso su chi fa per primo. Ma, come ogni diavoleria elettronica o artificialmente pensante, anche queste mosse hanno delle contromosse per cui se un “qualcosa” si muoverà in un qualche modo, un “qualcos’altro” avrà pronte le contromisure capaci di intervenire per eliminare la minaccia o a sua volta colpire con la stessa arma, come due pistoleri che quasi contemporaneamente si sparassero contro. Potrebbero entrambi morire.
E poi passiamo immaginare molte altre cose che artificialmente si potrebbero creare come di recente è accaduto di poter far nascere dei pulcini da uova artificiali o impiegare cellule di animali in via di estinzione o estinti per farne rinascere di nuovi. E queste ultime possibilità potrebbero aprire la via ad altre strade che non dovrebbero e potrebbero essere esplorate a danno dell’intera umanità.
E poi, in un momento in cui tanta energia andrebbe risparmiata, parrebbe che queste “intelligenze” ne necessitino di molta, ma molta di energia, come un corpo umano che per vivere avesse bisogno di enormi quantità di cibo.
Non si deve e non si può assolutamente lasciare alle macchine la direzione della nostra vita e della nostra esistenza. Esse possono migliorare il nostro lavoro, alleggerire le nostre fatiche, rendere più rapide molte soluzioni, ma sempre con la nostra mano su un tasto grande dove stia scritto “STOP” e lo “STOP” deve essere sempre il nostro e la macchina non dovrà mai avere la possibilità di inibirne l’uso…altrimenti…ce lo dirà il futuro…
Pier Marco Gallo








