Quando nel 1917 la Rivoluzione d’Ottobre spazzò via lo zarismo, si aprì una crepa nel muro della storia che milioni di donne attraversarono con determinazione.
Tra queste, alcune scelsero — o furono scelte — per combattere nell’ombra: non con il fucile in trincea, ma con il fascino, l’intelligenza, la doppia vita e l’arte dell’inganno. Erano spie, agenti, illegali, messaggere, traduttori di segnali cifrati e comandanti di reti clandestine che si estendevano da Berlino a Tokyo, da New York a Parigi. Le donne del NKVD, del GRU, della Ceka e del KGB non furono semplici esecutrici di ordini maschili: furono strateghe, esploratrici, dirigenti e, talvolta, vittime di quello stesso sistema che avevano servito con devozione assoluta.
Il libro intreccia storia istituzionale, analisi delle strutture dei servizi segreti sovietici e biografie individuali. Le fonti utilizzate comprendono archivi parzialmente desecretati, in particolare i fondi Mitrokhin, i documenti Venona e gli archivi del RGASPI, memorie di ex agenti, ricerche accademiche di storici come Amy Knight, Jonathan Haslam, David Dallin, Nigel West, Yuri Modin e Christopher Andrew.
Questo libro è dedicato a tutte le donne che operarono nell’ombra, i cui nomi non compariranno mai su alcun monumento, e la cui storia merita di essere raccontata.
Donne nell’ intelligence sovietica. Dalla Ceka al KGB di Antonella Colonna Vilasi








