Mercoledi 9 settembre 2026, ore 18, Bruno Marguerite e Marina Miroglio, creatori delle “Residenze di scrittori del Palazzo Losio” e degli eventi letterari e culturali “Incontri con l’autore del Palazzo Losio-Dimora degli scrittori”, organizzano un evento letterario su «Garibaldi scrittore», in occasione dei 160 anni dal suo soggiorno alla Tenuta Losio (1866-2026), un’opportunità per esplorare le motivazioni della sua venuta.
Con il patrocinio del Comune di Ponzone e la collaborazione con le associazioni nazionali francesi “Les Garibaldiens – Garibaldiennes”, e “Famille piémontaise de Paris et de France.
Garibaldi, un rivoluzionario che voleva essere scrittore.
Si conosce Garibaldi per le sue gesta militari, molto meno per la sua passione per la scrittura.
Nonostante si considerasse lui stesso uno scrittore “improvvisato”, la sua abilità narrativa e il suo carisma hanno affascinato autori illustri come Alexandre Dumas, che ha curato, tradotto e pubblicato in francese « Les Mémoires de Garibaldi » nel 1860.
Nelle lunghe pause a Caprera, tra una battaglia e l’altra, Garibaldi imbracciò la penna per scrivere memorie, poesie, lettere e persino quattro romanzi storici intrisi di forti ideali patriottici e umanistici.
Il desiderio di Giuseppe Garibaldi di dedicarsi alla scrittura rispondeva a una duplice esigenza, diffondere i propri ideali politici, democratici e repubblicani, e al contempo garantirsi la totale indipendenza finanziaria dello Stato italiano.
Giuseppe Garibaldi ha così lasciato una vasta collezione di scritti politici e lettere, e negli ultimi decenni di vita, si dedicò attivamente a comporre opere letterarie: memorie e romanzi.
Tra la fine degli anni Sessanta e la seconda metà degli anni Otttanta dell’Ottocento, Garibaldi scrive quattro romanzi: “Clelia, il governo del monaco”, Milano, 1870 ; “Cantoni il volontario”, Milano, 1870; “I Mille”, Torino, 1874; “Elisabetta d’Ungheria: dramma storico”, Roma, 1879; e le sue “Memorie autobiografiche”, Firenze, 1888.
Le sue opere trovarono ottimi editori e traduzioni nel Regno Unito e negli Stati Uniti, mentre in Italia, la ricezione dei suoi libri si rivelò un fallimento editoriale.
Erano realmente modesti e ingenui i suoi scritti come sembrano essere stati giudicati dalla critica dell’epoca, ora messa in discussione? Cosa ha in comune con altri scrittori del suo tempo? Nonostante avesse un profondo amore per la lettura (più di 2000 libri nella sua biblioteca a Caprera) e una vasta cultura pratica e politica, è forse la mancanza di studi accademici regolari ad averlo penalizzato? o la troppa fama militare ad aver oscurato il valore della sua prosa?…
“Garibaldi scrittore, l’altro Garibaldi” ci sarà presentato dal relatore Stefano Gilardi, docente di letteratura italiana, analizzando i romanzi scritti da Garibaldi dal punto di vista storico e narrativo.
Durante l’incontro verranno letti dei brani scelti dei suoi romanzi. I numerosi aspetti meno noti della complessa figura di Giuseppe Garibaldi come scrittore saranno al centro di un ciclo di incontri al Palazzo Losio–Dimora degli scrittori, che ogni anno approfondirà un diverso aspetto delle sue opere.
Nel 2027 sarà anche l’occasione di commemorare il 220° anniversario della sua nascita.
Il mistero di Garibaldi al Losio
Sulla facciata principale dell’attuale Palazzo Losio appare una lapide commemorativa, dedicata al passaggio di Giuseppe Garibaldi il 9 settembre 1866:
«GARIBALDI,
sacrificati alla concordia
gli allori del Trentino
nel mesto ritorno alla sua Caprera,
in questa casa albergava
la notte del 9 settembre
MDCCCLXVI»
Ma Garibaldi ha realmente soggiornato nella Tenuta del Losio, a questa data? Siamo in un particolare momento della Storia d’Italia, quello del suo ritorno dal Trentino a Caprera, dopo il famoso “Obbedisco”. La Seconda guerra d’Indipendenza si è da poco ingloriosamente conclusa.
La serata offrirà il modo di esplorare le ipotesi della sua presenza a Palazzo Losio (allora chiamata Villa Losio): perché intraprese un viaggio così lungo per l’epoca? Come arrivò da Brescia al Losio? Chi incontrò? Si trattò di un incontro politico, o sentimentale?
Sarà Giulio Sardi, giornalista, già direttore della rivista “Iter”, saggista e docente, esperto in storia e patrimonio locale, a raccontarci la sua ricerca in merito ai legami di Garibaldi nel territorio di Acqui, e riguardo la sua presenza, alla Tenuta Losio, nel settembre 1866.
La serata terminerà intorno ad un “buffet Garibaldi” di specialità enogastronomiche del territorio, ispirate ai gusti culinari di Garibaldi, accompagnate dal “cocktail Garibaldi” per festeggiare i quarant’anni di questo celebre drink.
1986-2026, 40 anni del Cocktail Garibaldi – L’Unione d’Italia nel bicchiere.
Gli ingredienti rappresentano idealmente il Paese: il bitter (tradizionalmente il Campari) richiama il Nord, mentre il succo d’arancia rappresenta le terre del Sud, da cui partì l’unificazione d’Italia. Il colore rosso acceso ricorda la celebre camicia rossa indossata da Garibaldi e dai suoi uomini.
Nato originariamente negli anni ’60 con il nome di Campari Orange, nel 1986, esattamente 40 anni fa, il drink è stato ufficialmente codificato col nome di “Garibaldi”, consacrandolo nella lista dei grandi classici internazionali (IBA, International Bartenders Association).
Ingresso gratuito, su prenotazione:
SMS al 345 764 1764
o per mail a: miroglio_marina@yahoo.fr







