martedì 28 Settembre 2021

PER UN MONDO TUTTO GREEN C’E’ TEMPO

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Parola magica GREEN….
PER UN MONDO TUTTO GREEN C’E’ TEMPO

La parola “Green” (verde nella lingua inglese) è da qualche mese entrata prepotentemente su tutti i media e ad essa vengono attribuite varie accezioni; tutte a significare qualcosa di libero, di bello, di pulito, di riconquista di ciò che si stava gradualmente perdendo.
Ma sarà proprio vero che, al seguito di questa magica parola, vi sia effettivamente un cambio di costume nella nostra maldestra società, sempre più rivolta al superfluo che al concreto, sempre più rivolta ad una mente “green”, cioè spesso libera da idee proprie e volta ad abbracciare e condividere idee altrui che tramite i vari e svariati “influencer” vengono proposte al gregge dei “follower”.
Partiamo ad esempio dalla plastica. Materiale assai duttile e dai molteplici impieghi, molto resistente, non si impregna con facilità e dura tantissimo tempo.
Orbene, da qualche anno la plastica viene demonizzata perché sta inquinando il mondo sia in terra che in mare o nelle acque dolci. Allora via la plastica che inquina, via la plastica che ormai è in ogni dove e sta soffocando la terra.
Ma la plastica ha davvero tutte queste colpe o siamo noi, esseri umani, che ne facciamo un pessimo uso gettandola dove ci è più comodo quando non ci serve con il risultato che i sostituti della plastica sono sacchetti che non tengono nulla, borse, bicchieri e piatti usa e getta che costano un’occhio?.
Ma le bottiglie continuano ad essere di plastica e tanti altri oggetti di uso comune pure. Sarebbe opportuno fare una bella campagna sul corretto uso della plastica stessa, magari con qualche incentivo per chi la riconsegna invece di buttarla e con altrettante salate multe per chi la butta via in ogni dove.
Ultimata questa “dotta” (nostro modesto avviso) dissertazione sulla plastica, trasferiamoci agli ultimi ritrovati del mondo Covid: i Green Pass.
Quei buffi disegnini che possiamo “catturare” con un’apposita App ci dicono che noi siamo stati vaccinati e quindi abbiamo maggiore possibilità di movimento rispetto a coloro che tale green pass non possiedono. Apriti cielo!!!
Subito un parte della nostra bene amata penisola è insorta al grido di “Libertà, Liberta” esibita in cortei non autorizzati da persone assembrate e prive della mascherina, ormai passata di moda grazie ai “consigli” dei nostri politici e scienziati.
Questi zelanti italici dimenticano, forse, che la parola libertà ha due facce: la mia e quella degli altri e dimenticano anche che una parola così importante va associata ad altrettante cose importanti come quella di espressione, che loro stanno usando e di rispetto delle leggi vigenti che loro non stanno usando.
La libertà come recitavano i filosofi Illuministi della Francia di qualche secolo fa, è quella cosa che finisce quando va ad incontrare quella di un altro ed è anche per questo che regole e leggi debbono esistere, a meno che non ci si nasconda entro una grotta su un alto monte lontano da tutti.
Il Green Pass serve per capire se dove mi trovo sono o non sono accanto a persone che hanno completato un certo percorso di immunizzazione, sono o non sono in mezzo a persone che non possono arrecarmi danno, anzi arrecare danno alla salute mia e delle persone che incontro.
Chi non segue o non accetta questi principi e pur sempre libero di recarsi sulla cima di quel monte di qualche rigo fa e lì rimanere.
Ma è molto meno libero di andarsene in giro a produrre probabili e non ipotetici contagi.
Se io vado in un ristorante con il Green Pass posso sistemarmi all’interno del locale e tranquillamente consumare pranzo o cena, mentre chi questo Pass non ha può pranzare fuori. Ma tutto questo è corretto? Lo stesso cameriere che serve lo fa sia con chi sta dentro che con chi sta fuori e la stessa cosa farà con piatti e posateria che ritira tra una portata e l’altra.
Nulla di strano vi sarebbe se non nel fatto che una parte di questi piatti, posate o bicchieri potrebbero, in qualche modo, essere veicoli di contagio che andrebbero anche ad interessare le persone di cucina che con tali oggetti vengono in contatto.
Forse è un eccesso di zelo, ma varrebbe la pena di rifletterci. Ed anche sul fatto che un tampone fatto nelle 48 ore precedenti dia gli stessi diritti (non le stesse garanzia) di chi ha fatto due vaccini, non pare proprio una brillante trovata in quanto nessuno può sapere se, successivamente, la stessa persona è venuta in contatto con persone ammalate di Covid.
E qui chiudiamo la seconda questione.
Un ultimo accenno al mondo che, improvvisamente, si vuole fa diventare “green” con progetti, miliardi di euro messi in campo, auto innovative, comportamenti virtuosi sia delle persone che delle industrie. Sarà vero? A cosa sapremo rinunciare per inquinare di meno? A quali profitti le industrie diranno addio per spendere capitali nello studio di procedure meno inquinanti? Difficile dirlo, ma semplice da capire.
I progetti si faranno, i soldi, forse, arriveranno, ma noi, quelli della plastica usata male e disprezzata senza ragione, rimarremo sempre quelli, quelli del condizionatore che assorbe energia, quelli dell’auto lucida che necessita di maggiori lavorazioni, quelli dell’andare a sciare con il SUV e via dicendo.
Auto elettriche, il grande ritrovato! Ma dove smaltiremo le batterie esauste? Da dove preleveremo tutta l’energia necessaria che oggi motori e carburanti più puliti bene o male ci garantiscono? Dove andranno a finire tutte quelle industrie automobilistiche che ancora non hanno pienamente sviluppato la mobilità elettrica?
Ci potrebbero essere chiusure e conseguenti licenziamenti perché so sa bene che ogni medaglia, per brillante che sia ha un suo rovescio.
Diceva qualcuno, perdonateci l’ignoranza sul nome, che “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale contraria” se ben ricordiamo. Sarà bene non esaltarci troppo con questo mondo Green, ma iniziare dai piccoli gesti quotidiani a modificare il nostro modo di essere, il nostro modo di stare in mezzo agli altri.
Si dovrà iniziare dai più giovani che oggi sono spesso posseduti da un grande IO, senza neppure saperlo, senza neppure sapere che ogni piccola azione fatta in modo sbagliato e senza il controllo degli adulti, servirà ad innalzare quel muro ed a distruggere quel bosco che, almeno a parole, si voleva abbattere o salvaguardare.
Partiamo dal basso e saliamo con costanza e gradualità. Non ci sono altre alternative…dimenticavo:  Buon Ferragosto…. Covid Free e  molto Green.

Pier Marco Gallo

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