sabato 26 Novembre 2022

UN PROGETTO PER RILANCIARE ACQUI TERME

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Sono nato ad Acqui Terme, da sempre ci abito, i miei ricordi sono di oltre mezzo secolo ed è dura vedere il decadimento della città che amo.
I ricordi di una città in “salute” risalgono alle fine degli anni ’60 – ’70 dove c’erano ancora fabbriche, distillerie, le attività proliferavano ed il turismo era florido.Purtroppo le fabbriche hanno chiuso, per il lavoro oramai bisogna andare fuori, il turismo è scemato con il passare degli anni ed è quasi solo un ricordo; per troppi anni le cure termali sono state di tipo assistenziale; gli alberghi e le pensioni si sono adagiate, non hanno investito nel tempo per un turismo di qualità.
Colpo di grazia è stata la chiusura delle Terme e della piscina ad opera del privato che le ha acquistate! Sono partito da un semplice ragionamento, cosa fare per riportare il turismo ad Acqui? Chi mi conosce sa delle mie sfide, delle mie idee un po’ “rivoluzionarie” come quella di creare 31 anni fa un giornale gratuito o nel 2016 di fondare il Vespa Club Acqui Terme, nato dalla passione ma anche utile per far conoscere il “nome” della mia città un po’ in tutt’Italia.
Mi sono reso conto che mostre, eventi, premi o sagre catturano l’attenzione soltanto per il lasso di tempo che le compongono e ad un ristretto numero di visitatori.
Cosa fare per stimolare un interesse allargato per Acqui Terme? Cosa fare per far ripartire il turismo e far sì che le attività ad esso collegate abbiano un ritorno economico?
Quando mi si chiede: “Cosa avete ad Acqui Terme?”, sono solito rispondere: “L’acqua calda! Ma non esce dal rubinetto viene direttamente da sottoterra…” e sono in tanti a non saperlo!
Abbiamo una fortuna sotto i piedi ma non siamo stati capaci di sfruttarla, ho avuto modo di viaggiare e vedere posti come Pamukkale in Turchia, Sofronea in Romania, Saturnia in Toscana oppure Pré-Saint-Didier nella vicina Valle d’Aosta dove la gente fa la fila per immergersi nelle acque, quotidianamente, nessun giorno senza afflusso.
Questo mio progetto è nato nel vedere le problematiche della città attraverso un’angolazione nuova ed innovativa, nel cercare la soluzione che nella sua semplicità nessuno sinora aveva pensato.
Da qui nasce la mia idea presentata negli scorsi giorni al sindaco Danilo Rapetti e al Dott. Michele Gallizzi assessore alla Cultura; mi sono presentato con tanto di cartellina sottobraccio con il progetto disegnato (rimembranze scolastiche) nei mesi precedenti, con un po’ di emozione e una punta di orgoglio.
Si tratta di trasformare Via Saracco (la via d’innanzi all’edicola della Bollente) in una piscina a cielo aperto, tre vasche a raso con il livello di Piazza della Bollente e Corso Italia, una profondità che va dai 105 ai 95 cm, in modo da consentire il passaggio dell’acqua da una vasca all’altra e contestualmente abbassarne le temperatura.
Due corridoi ribassati lateralmente con gradini in modo da dividere l’entrata e l’uscita dalle vasche, un gradone a mo’ di panca sia esternamente che internamente per appoggiarvi l’asciugamano/accappatoio e all’interno utilizzato per sedersi.
Già in epoca romana esistevano delle piscine nella Piazza antistante la Bollente, ne sono testimoni parte di pavimentazione con mosaici rinvenuti nel corso degli anni con gli scavi.
Altre panche in pietra potrebbero essere messe longitudinalmente al centro vasca (andrebbero benissimo quelle non utilizzate di Corso Italia) per far sì che gli utenti rimangano comodamente seduti e coperti sino alle spalle dall’acqua calda.
Si potrebbe inoltre inserire nel fondo delle vasche un impianto con bocchette che pompano aria nell’acqua per regolarne la temperatura e creare una sorta di idro-massaggio.Così come un sistema di alimentazione alternativo al normale travaso (le cascatelle di 5 cm.) di ogni singola vasca per stabilizzare la temperatura al bisogno.
Per non rendere invasivo il tutto bisognerebbe chiudere le vasche con singole lastre di cristallo da una colonna all’altra dei portici laterali, fissate con collari in acciaio inox o ferro con effetto corten.
Analoga chiusura sul lato innanzi la Bollente e quello di Corso Italia inframezzando le lastre con un paio di piantoni metallici.
L’osservatore avrà innanzi la consueta visuale e potrà vedere le persone beatamente immerse.
Vi chiedo un piccolo sforzo di immaginazione, chiudete gli occhi e vedrete delle tremolanti luci di lanterne che illuminano sino a tarda sera il rilassante bagno caldo dei turisti, e questo in qualsiasi condizione atmosferica, magari anche mentre scende la neve.Sotto i portici Saracco vi è l’ex tribunale che potrebbe essere utilizzato per fornire gli spogliatoi e le docce alla struttura; per chi si ricorda c’è una scala d’accesso centrale che si dirama in due laterali per poi giungere ad un ampio ballatoio interno (area di comunicazione fra le aule dove di svolgevano i processi e le varie stanze di segreterie e cancellerie). Basterà creare una reception dove pagare l’accesso (costo popolare atto a coprire le spese del servizio offerto), ritirare l’asciugamano ed andare a cambiarsi per passare alcune ore in completo relax. Si tratterrà di trasformare le aule in spogliatoi e docce, una femminile, l’altra maschile con armadietti dove custodire le proprie cose.
Mentre le altre stanzette potrebbero essere affidate a massaggiatrici ed estetiste per completare una giornata all’insegna del benessere.
Si tratterrebbe di creare sinergie nel progetto impegnando anche altre attività del territorio.
Una cosa è certa non si tratterebbe di cure termali o terapie ad esse ricollegabili anche perché si andrebbe in conflitto con le Terme stesse, ma soltanto il piacere e la ludicità nell’immergersi nell’acqua calda!
Un progetto di questo genere adeguatamente promosso porterebbe tantissima gente in Acqui Terme e porterebbe benessere a tutti.
Si potrà inoltre coinvolgere tante altre attività commerciali nell’iniziativa fornendole di lanterne da porre innanzi ai propri negozi in modo da segnare un percorso virtuale verso la Bollente e le “piscine”. Questi negozianti potranno inoltre ricevere con un piccolo contributo dei “coupon” di estensione del tempo di immersione da donare ai propri clienti (se fossero gratis verrebbero malgestiti).
Il concetto è molto semplice: chi fa acquisti in questi negozi ha un bonus da utilizzare, avere perciò una lanterna d’innanzi diventa un’opportunità e non un onere!
I dubbi mostrati al progetto dal Sindaco riguardano l’utilizzo dell’acqua della Bollente. Dicesi di proprietà della famiglia Pater, la domanda che mi sono posto è : “Quando l’acqua finisce nella rete fognaria di chi è?”.
Se la rete fognaria è comunale se ne perde la proprietà?
L’assurdità in tutto questo è che una fonte statale sia in esclusiva di privato che, per capriccio o quant’altro, possa mettere in ginocchio l’economia di un’intera città. L’assurdità è che, nonostante non si vada in conflitto di interessi, il privato possa tenere chiuse sia le Terme che inibire l’utilizzo dell’acqua stessa.
Il progetto sviluppato potrebbe addirittura accedere ai finanziamenti del PNRR. Penso fermamente che potrebbe essere la chiave di volta per la nostra città, molta gente verrebbe per curiosità, per poter passare ore di piacere e relax, fermandosi senz’altro in qualche ristorante, in qualche bar o pizzeria, passeggiando per la città facendo acquisti, risvegliando infine l’economia acquese.
Il sasso è lanciato, questa volta nell’acqua calda!

Romano Icardi 

1 COMMENTO

  1. Ma il teleriscaldamento che potrebbe scaldare tutti senza pagare il metano? Invece visto i rialzo bollette? Abbiamo soluzioni per riattivare tutto quello che era iniziato anni e anni fa?

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