martedì 16 Luglio 2024 - Anno 33

PLASTICA

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Si sta demonizzando oppure è solo una questione di interessi…
LA PLASTICA
Sono ormai anni che si cerca di combattere ed eliminare l’uso della plastica, ma vediamo di cosa stiamo parlando poiché è fondamentale conoscere questo prodotto chimico. La plastica si ottiene da un composto di carbonio ed idrogeno chiamati “monomeri”. Si ricavano dal petrolio e dal metano. E’ quindi un materiale artificiale, che non esiste in natura, costituito da macromolecole chiamate polimeri. Le sue principali caratteristiche sono: leggerezza, versatilità, resistenza all’azione del tempo, ottimo isolante termico, acustico ed elettrico. La plastica, se dispersa nell’ambiente, impiega molti anni a deteriorarsi e non si degrada mai completamente.
Ecco le caratteristiche “del mostro”, una sostanza che potrebbe avere, come sta avendo, i più svariati impieghi ma che, come tutte le cose buone, ha un rovescio della medaglia: non si distrugge mai completamente e se assunta in forma involontaria degrada pesantemente tutte le forme di vita umane ed animali.
Da più parti si sostiene la necessità della sua totale eliminazione, specie nelle bottiglie di acqua minerale e nei sacchetti, ma i prodotti alternativi sono si facilmente biodegradabili, ma sono poco resistenti ed adatti a sostituirla.
Sarebbe necessario risalire a monte del problema poichè, se andiamo indietro nei secoli, troviamo che in Cina si era inventata la polvere da sparo, ma solo per preparare fuochi artificiali, per fare festa, ma poi la stessa polvere venne impiegata per usi bellici e principalmente per i proiettili dei cannoni.
La plastica, da materiale di eccezionale versatilità e leggerezza, in virtù di un uso spregiudicato e non corretto da parte   delle persone, si è rivelata un micidiale veicolo di inquinamento, un killer silenzioso che lavora h 24 per anni ed anni alla distruzione dell’ambiente in cui tutti noi uomini, animali, pesci ed ogni forma di vita , stiamo.
Quindi una domanda non troppo peregrina potrebbe essere questa: è la plastica che danneggia l’ambiente o è i suo cattivo uso a determinare questo fenomeno? La domanda nella sua semplicità potrebbe apparire retorica e con risposta scontata. Siamo noi umani che ne facciamo un pessimo uso, impiegandola per le sue ottime qualità, ma non curandoci di gettarla dove meglio ci pare dopo l’uso.
Piano piano la caveremo via questa plastica, non ne faremo più alcun uso, ma il prezzo da pagare sarà alto: sia perché il nostro pianeta ne è invaso e lo sarà ancora per decenni, sia perché i prodotti che la stanno andando a sostituire sono decisamente più costosi e meno versatili in assoluto.
Sarà un  caso, uno dei tanti “casi”, ma ci siamo sempre di mezzo noi, con la nostra “sufficienza” con il nostro “egoismo”, con il nostro “IO” sempre più grande e non soggetto a restrizioni o divieti, ci siamo sempre di mezzo noi umani che non sappiamo stare al nostro posto e crediamo che ogni cosa “spetti ad altri”, ogni incombenza non sia nostra adattandoci a percorrere strade, sentieri, zone boscose, infestate di quello che noi abbiamo lasciato cadere a terra con noncuranza, una borsina, una bottiglietta, un sacchetto di rifiuti, una bottiglia di vetro, una lattina, una cicca. Qualsiasi cosa che per poco tempo ci è servita, ma che poi una volta utilizzata la si getta con noncuranza a terra per poi lamentarci che le strade, i sentieri, i boschi, ,e le  aree verdi sono sporche e nessuno se ne cura…lo devono sempre fare altri…
Ci mancherai, cara plastica, e tra non molto anche tu cesserai completamente di esserci utile e resterai a vendicarti con tutti noi per il cattivo uso che abbiamo fatto di te…ci resterai per anni ed anni.

Pier Marco Gallo

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