Le chimere al governo della della nostra società.
Partiamo dal titolo di questa canzone “Attenti al lupo” cantata da Lucio Dalla nel 1990 e scritta da Ron (Rosalino Cellamare) in ricordo di sua nonna Emilia. Il testo porta all’accettazione dei pericoli della vita. Il Lupo rappresenta la personificazione del pericoli, delle insidie e del male che si incontrano nel corso dell’esistenza.Terminato questo “dotto” excursus musicale ci corre l’obbligo di far capire a chi avrà la bontà di leggerci, cosa sia e come sia il “lupo di oggi” nella nostra società e nella nostra quotidianità scossa sempre più frequentemente da fatti di cronaca non proprio eclatanti e non proprio tranquillizzanti, specie per le nostre classi più giovani e più disposte a “bersi” quanto la innumerevoli “macchine dell’informazione” mettono loro davanti.
Il primo è più importante “lupo” è sicuramente rappresentato dal “cellulare”; questa macchina infernale che sta già “ingobbendo” diverse generazioni e creando una forte dipendenza. Questo “lupo” ha al suo interno una miriade di “lupacchiotti” che ci attraggono, ci blandiscono, ci fanno credere tutto facile e possibile: ma non è così. Se il cervello cessa di esercitarsi e cessa di essere in continuo autonomo movimento allora anche la nostra mente ed i nostri comportamenti lo seguiranno e saranno sempre più impigriti, sempre meno reattivi e pronti ad affrontare la vita, la quotidianità, le varie situazioni del vivere che avranno bisogno di pensiero e non di sudditanza.
E da questo fatto ne derivano molte tragedie, molte azioni non dettate dal ragionamento ma dall’emulazione, dall’essere e vivere in un mondo parallelo a quello reale. Si dovrebbe porre un freno a tutto questo? Ci si sta pensando, si cerca di ragionare su un’età minima e ad un limite nell’uso del cellulare , ma è e sarà una battaglia lunga e difficile poiché molteplici sono gli interessi a voler lasciare le cose come stanno ora, senza limiti e senza controlli.
Cerchiamo un secondo “lupo” e lo troviamo subito, ancora giovane, ma già molto aggressivo e dalle potenzialità non ancora sufficientemente sondate. Ci riferiamo all’Intelligenza Artificiale, nel cui grande libro si può trovare ogni cosa, la soluzione ad ogni quesito, la spiegazione di ogni cosa, la possibilità di conoscere senza comprendere, senza aver assimilato dei concetti e dei ragionamenti. Prendendo, poi, per buona ogni risposta perché lo dice l’AI. Ma ci stiamo gradatamente accorgendo che questa “cosa” sarà in grado, ed in parte già lo sta facendo, di distruggere migliaia di posti di lavoro sostituendo all’uomo la macchina, senza fornire all’uomo sostituito alcuna valida alternativa. E ben si conosce la legge del commercio e ben sa che chi produce o gestisce qualcosa lo fa’ anche, giustamente, per trarne un profitto e se invece di 500 dipendenti da pagare ogni mese se ne può trovare, a parità di produzione, solo 250, non ci pensa due volte fruire di questa possibilità.
Andando nel novero della storia, abbiamo trovato quando, se non erriamo, in Cina, venne inventata e sperimentata la polvere da sparo per creare dei meravigliosi fuochi d’artificio. Ma in seguito questa stessa polvere venne usata principalmente per i cannoni, per portare morte e distruzione, con risultati che tutti noi ben conosciamo. E questo “Lupo” ha denti molto affilati ed è sempre più aggressivo.
Ognuna delle prime due cose che abbiamo elencato ha, in se stessa, del buono e del cattivo, del bene e del male come fa un buon bicchiere di vino a tavola se resta solo uno e non diventa una bottiglia con effetti collaterali potenzialmente pericolosissimi specie se ci si mette alla guida. Potremmo anche portare altri esempi, ma il nostro intento era quello di cercare di sottolineare quanto, nella moderna società sia importate l’uso del ragionamento, della riflessione, del buonsenso che dovrebbe essere il maggior nutrimento di ogni essere umano.
Oggi nelle grandi e meno grandi città questa cosa manca nella maniera più assoluta. Vige la “legge del branco” la legge del dominio sugli altri con la forza del gruppo, come fa il lupo nei confronti degli animali più deboli per cacciarli, ucciderli e nutrirsene, perché lui, il lupo, è in cima alla catena alimentare, predatore e non predato da altri animali.
L’apparire e non l’essere distingue il “branco umano” da quello animale. Entrambi fanno di questa “branco” una ragione di vita, ma se nei primi è la natura stessa a richiederlo, nei secondi questa unione significa solo “regressione” significa solo incapacità di essere “singolarità”, incapacità di confrontarsi con gli altri, e di essere e sentirsi “qualcosa o qualcuno” solo al di dentro di qualcosa , di un gruppo che ha la sua forza non nelle idee e nel ragionamento, ma nel numero e nella prevaricazione.
Si potrà fermare tutto questo? Sarà possibile arginare questo fenomeno? Con la situazione attuale crediamo di no poiché troppi attori della società hanno già fallito: la famiglia, la scuola, le istituzioni ed una certa parte della Giustizia che trova motivazioni ed attenuanti a tutto anche alle azioni più abbiette, con una larga possibilità che a colpa non faccia seguito la giusta pena. Ma qui il discorso si fa lungo e tortuoso e lo affronteremo nel prossimo mese riflettendo sia sul sistema carcerario ormai chiaramente collassato e non più in linea con i tempi e riflettendo anche su quell’arco che dovrebbe essere costituito dalla Forze dell’Ordine e dai Giudici, arco che si tende, ma ha frecce che anche se colpiscono non fanno male…fatti recenti lo dimostrano…al prossimo mese.
Pier Marco Gallo








