Musica, parole e immagini per rileggere l’universo dello scrittore alessandrino
Nel decennale della scomparsa di Umberto Eco, “Variazioni su San Francesco – dai Fioretti a Umberto Eco” porta al Festival “Alessandria Barocca e non solo…” un progetto musicale e multidisciplinare tra Medioevo, letteratura e contemporaneità.
C’è un Medioevo che appartiene ai libri di storia e ce n’è un altro che vive ancora dentro la nostra immaginazione. È il Medioevo che Umberto Eco ha saputo studiare, raccontare e reinventare, trasformandolo in uno dei territori privilegiati attraverso cui interrogare la cultura occidentale, i suoi simboli, i suoi linguaggi e le sue contraddizioni.
È da questo sguardo che nasce “Variazioni su San Francesco – dai Fioretti a Umberto Eco”, appuntamento inserito nel XVII Festival Internazionale di Musica “Alessandria Barocca e non solo…”, in programma giovedì 1 ottobre 2026 alle ore 18.00 all’Auditorium Michele Pittaluga del Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria, con la cui collaborazione l’evento è realizzato.
Lo spettacolo si inserisce nel percorso delle attività dedicate al decennale della scomparsa di Umberto Eco e vuole ricordare lo scrittore, semiologo e filosofo alessandrino non attraverso una semplice celebrazione, ma attraverso uno dei territori culturali che più profondamente hanno attraversato la sua opera: il Medioevo.
San Francesco diventa così una porta d’ingresso nell’universo di Eco. Una figura storica e simbolica attraverso la quale ripercorrere il modo in cui lo scrittore ha guardato al passato: non come a un mondo concluso, ma come a un laboratorio di idee, linguaggi, conflitti e narrazioni ancora capaci di parlare al presente.
Dai Fioretti alle pagine de Il nome della rosa e Baudolino, il progetto mette in relazione fonti medievali e letteratura contemporanea, storia e immaginazione, restituendo quella particolare capacità di Eco di trasformare la complessità del sapere in racconto.
Ma “Variazioni su San Francesco” è innanzitutto un progetto musicale, pienamente inserito nella vocazione di un Festival che, accanto alla valorizzazione del grande repertorio, apre il proprio programma a esperienze multidisciplinari nelle quali la musica dialoga con altri linguaggi della cultura.
La musica costituisce infatti uno degli assi portanti dell’appuntamento.
Al pianoforte sarà Vincenzo Maltempo, protagonista di un itinerario che attraversa Bach, Händel, Schubert, Franck, Pärt e Liszt.
Non una semplice colonna sonora della narrazione, ma una vera e propria seconda voce del racconto: la musica dialoga con la parola, ne amplifica la dimensione emotiva e spirituale e costruisce un percorso autonomo attraverso alcune delle grandi espressioni della cultura musicale europea.
Il culmine sarà affidato alla Prima Leggenda di Franz Liszt, San Francesco d’Assisi: la predica agli uccelli, pagina nella quale il pianoforte diventa racconto, visione e materia sonora. Una scelta che assume un particolare valore drammaturgico perché porta il tema francescano direttamente dentro il linguaggio musicale, facendo convergere parola, spiritualità e immaginazione.
La drammaturgia e la narrazione sono affidate a Pietro Mercogliano, filologo e curatore editoriale. Il suo percorso intreccerà fonti medievali, cronache francescane e riferimenti all’opera di Eco, accompagnando il pubblico dai Fioretti verso quell’universo letterario nel quale il Medioevo diventa, con Eco, uno straordinario strumento per interrogare il presente.
A completare il percorso sarà la dimensione visiva, curata da Paolo Mercogliano, professionista attivo in produzioni internazionali per Netflix, Disney e BBC. Miniature medievali, codici miniati, architetture francescane e simbologie del Medioevo saranno reinterpretati attraverso proiezioni e linguaggi digitali contemporanei.
L’immagine non sarà una semplice scenografia, ma contribuirà alla costruzione di uno spazio nel quale musica, parola e patrimonio visivo possano incontrarsi, creando un’esperienza capace di avvicinare il pubblico contemporaneo alla materia storica e letteraria.
La scelta di dedicare il progetto a Eco assume un significato particolare per Alessandria, sua città natale. A dieci anni dalla sua scomparsa, l’iniziativa si inserisce nel percorso delle attività alessandrine dedicate alla sua memoria e propone un modo di ricordarlo che non si limita alla celebrazione, ma cerca di rimettere in movimento il suo pensiero e il suo immaginario.
Il 2026 offre un’ulteriore coincidenza significativa: agli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi si affianca il decennale della scomparsa di Eco. Due ricorrenze lontanissime nel tempo che permettono di costruire un dialogo intorno a una delle grandi passioni intellettuali dello scrittore alessandrino: il Medioevo come luogo di origine di molti dei segni, dei racconti e delle forme attraverso cui l’Europa ha costruito la propria identità.
Nel quadro del sostegno assicurato al Festival dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e dal Comune di Alessandria, la Fondazione ha scelto inoltre di accompagnare in modo particolare la realizzazione di questo progetto, riconoscendone il valore culturale e il forte legame con la città.
“Variazioni su San Francesco – dai Fioretti a Umberto Eco” diventa così un appuntamento nel quale Alessandria incontra nuovamente Umberto Eco attraverso il suo Medioevo, ma lo fa attraverso il linguaggio privilegiato del Festival: la musica.
INGRESSO LIBERO CON PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA








