giovedì 8 Ottobre 2026 - Anno 35

ATTENTI AL LUPO DUE

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Dove stanno le falle che nutrono il Lupo
ATTENTI AL LUPO DUE

Ci eravamo lasciati circa un mese fa con due importanti questioni due “Lupi” che stanno spadroneggiando a piacere, due Lupi che non dovrebbero essere tali, ma l’esatto contrario, ma che lo sono diventati stavolta, per certi versi, più vittime che predatori, ma che se non incanalati nella giusta direzione possono solo produrre danni.
Come dicevamo nello scorso articolo queste due realtà, la Giustizia e le Forze dell’Ordine, dovrebbero far parte dello stesso arco la Giustizia  e freccia la Forza Pubblica e se uno dei due non funziona tutto l’arco non lavora al meglio e scaglia frecce spesso a caso.
La serenità nella vita delle persone comuni è data dal fatto di poter “vivere” la quotidianità senza la paura di essere scippato, percosso, umiliato se trattasi di donna, ma questa serenità si costruisce in primo luogo con la “selezione” di chi, chiunque sia, viene qui da noi per qualsiasi motivo ed in qualsiasi “lecito” modo, ed in secondo luogo con la certezza che chi sbaglia deve necessariamente pagare e questo dovrebbe essere il maggior deterrente per chi la Legge non vuole rispettarla.
Ma oggi non è così, quasi sempre, chi viola la Legge e viene arrestato, molto spesso viene rimesso in libertà da una interpretazione “fantasiosa” delle norme andando sempre a cercare più che la possibilità della pena la “scappatoia” più comoda, vanificando spesso il lavoro di quella freccia che è partita dall’arco per colpire la mala azione.
Parliamo della Giustizia, anzi dei suoi “esecutori”. La quotidianità ci da la “percezione” anzi la convinzione, che sia più tutelato il malvivente dell’aggredito il prevaricatore del prevaricato. Sono cronaca recente le “severissime” pene anche pecuniarie comminate ai derubati che chiaramente in stato di emotività dettata spesso dalla paura e situazione contingente, si difendono e ci scappa il morto. Anche una rapina fallita, con un morto tra i rapinatori alla fine riesce in pieno, non già per l’ucciso, ma per il parentado che esige ed ottiene una lauta ricompensa.
Non è così che funzione e non è neppure uccidendo chi rapina che funziona meglio. La rapina  ed il furto spesso a mano armata non sono “un lavoro” non sono un modo di “portare a casa” uno stipendio, ma sembrano quasi diventarlo quando alla fine si tirano i conti. E questi sono solo i casi più eclatanti perché poi nella quotidianità quello che le Forze dell’Ordine bloccano, un qualche magistrato rimette  in libertà e, credeteci, non è così che funziona. Le carceri sono piene perché il sistema non funziona più, perché bisogna rifondarlo dalla sua radice. A cosa serve tenere segregate le persone in pochi metri quadri senza fare nulla? Ad incattivirle a farli diventare “piccoli lupi”  poi rimessi in libertà. Detenzione dovrebbe poter dire nella stragrande maggioranza dei casi, giornate di lavoro, vivere in aree fortemente sorvegliate al cui interno muoversi, lavorare, produrre e guadagnare ciò che lo Stato ora spende per il loro mantenimento, con i soldi dei cittadini. Aree da adibire a questo nuovo tipo di detenzione ne abbiamo più che a sufficienza, ma la cosa ad oggi non è stata neppure pensata. Bisognerà pensarci e presto.
E veniamo alla seconda questione: le forze dell’Ordine. A cosa servono se hanno le mani legate e spesso i suoi uomini sono i primi a finire a processo se tutto non va al meglio? Non servono a nulla perché non hanno il potere di svolgere appieno il compito per cui sono create: garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, sempre e comunque anche e soprattutto nei cortei, nelle manifestazioni per qualcosa o qualcuno, quando esse sono il bersaglio preferito, non già di poche decine, ma di organizzatissimi gruppi di facinorosi, di numerosissimi gruppi che fanno solo della violenza nei loro confronti la propria ragion d’essere. Se si usa la forza, al massimo qualche manganellata , nulla più, c’è sempre chi si indigna e fa sentire la sua, a volte anche autorevole voce, dando dignità a persone che non ne hanno proprio.
Se si cercasse di dare a Polizia e Carabinieri “in primis” una maggiore possibilità di contrastare quanti non rispettano la legge e le norme che debbono essere alla base di qualsiasi protesta, si agiterebbe subito da una certa parte politica lo spettro del fascismo, per quale fine non si sa, se non quello di creare comunque malcontento e disagi dando la colpa a chi sta governando, per prendere qualche misero voto in più.
Eccoci verso la fine del nostro pensiero, condivisibile o meno, ma certamente fotografia di una situazione che non va bene perché si stanno creando i presupposti per far sorgere sempre più lupi che possono liberamente invadere il territorio, visto che i cacciatori non possono sparare.
Chi viene da noi, da qualsiasi parte del mondo provenga e di qualsiasi colore sia il suo volto, è il benvenuto se rispetta quei territori e quella Patria che lo accoglie, se desidera far parte di una Nazione senza dimenticare le sue origini, ma rispettando quelle tradizioni e le  leggi di chi lo ha accolto.
Se la cosa non è gradita allora bisogna che quel famoso arco scagli la freccia che, senza far male, lo riporti da dove è venuto…forse siamo ancora, per poco, in tempo per farlo.

Pier Marco Gallo

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