Sempre più difficile il controllo delle nostre grandi città.
SI DELINQUE MA NON SI “PAGA”
E’ ormai una triste cronaca quotidiana la perdita del controllo di buona parte del territorio delle nostre città ed in particolare di quelle più grandi come Roma e Milano, dove bande di minorenni o appena maggiorenni “spadroneggiano” liberamente facendosi spesso “beffa” della Forze dell’Ordine che quando riescono ad intervenire sono spavaldamente attaccate da questi gruppi in maggioranza formati di extracomunitari o italiani di, per così dire, seconda generazione, gli ormai noti “maranza” ai quali con questa ”etichetta” abbiamo dato una ben precisa identità della quale potersi vantare ed anche una certa aurea di quasi “immunità”, accampando le scuse più banali ed inverosimili per giustificare tutto e tutti.
Una certa parte politica, da sempre, tende a giustificare in toto questo stato di cose riconducendola ad una “logica rabbia” provocata da una non accoglienza, da una mancata integrazione perché non accompagnata da varie elargizioni, facilitazioni che pure ci sarebbero e basterebbe mettersi nelle condizioni di poterle ricevere senza mantenere, nella grande maggioranza dei casi, un comodo stile di vita che poco si accorda con il rispetto delle nostre leggi, della Nazione che ospita e, comunque, dei tanti “privilegi e bonus” che da sempre sono disponibili per chi vuole veramente entrare a far parte della nostra società e della nostra cultura nel reciproco rispetto della stessa.
Naturalmente per molti soggetti, italiani e non, specie i più giovani e facilmente “plasmabili”, resta più facile “fare moneta” in maniera illegale, senza regole e senza nessun vincolo. E questi comportamenti sono resi possibili soprattutto dal fatto che chi l’ordine ed il rispetto delle Leggi dovrebbe tutelare, viene privato dei mezzi per poterlo fare e prontamente perseguito se osa “valicare” questa linea di reale impunità per chi delinque.
A nostro modestissimo avviso qui non si deve cadere nel “trucco” della non accoglienza o del razzismo, armi sempre buone per giustificare ogni cosa. Qui si deve capire che da anni si sta cedendo una grande parte del nostro territorio a chi se ne sta impossessando, conscio che la violazione di molte leggi e norme di buon vivere lascia davvero il tempo che trova e sottopone una parte della popolazione a rischi anche gravi per la propria incolumità, andando soggetti a scippi, aggressioni, accoltellamenti ed anche uccisioni solo per prendere un telefonino o poche decine di euro.
La Giustizia, quella con la G maiuscola sembrerebbe in uno stato di grave crisi, dominata da conflitti interni, da fantasiose interpretazioni delle leggi e dalla totale impunità di chi queste leggi applica spesso in modo palesemente sbagliato o fantasioso, ma, per questi, senza conseguenza alcuna. Due soli esempi per tutti. I responsabili della devastazione della Stazione Centrale di Milano di qualche mese fa, benchè riconosciuti e sottoposti a veloce processo, sono stati lasciati in libertà perchè sono giovani e devono andare a scuola e studiare. Più di recente un altro “signore” libero di gironzolare nel nostro Paese aveva cercato di strangolare due bambini in rapida successione, fermato solo, e fortunatamente, da altri cittadini extracomunitari ai quali va tutta la nostra stima e ringraziamento. Il mancato strangolatore di bambini subito arrestato è stato posto dal giudice di turno “agli arresti domiciliari” tramutati dopo pochi giorni in arresti veri per l’indignazione generale. E questi due sono solo alcuni esempi, neppure i più eclatanti delle falle che la nostra “Nave della Giustizia” ha sullo scafo.
I cittadini che lavorano e pagano le tasse vanno difesi da tutti ad iniziare dallo Stato e dal Governo, ma anche e soprattutto da quei Sindaci che si interessano di piste ciclabili , velocità a 30 km orari. ZTL e di altre belle amenità che si spera li mettano, alle prossime elezioni, in un bell’angolo o dietro la lavagna o assisi nel famoso “banco del quadrupede ragliante e scalciante” che aveva una denominazione ben precisa per chi come noi che di anni trascorsi in questo Paese che ama, ne ha davvero tanti.
Pier Marco Gallo








