sabato 31 Luglio 2021

CAMBIATO IL DIRETTORE, MA LA MUSICA?

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Abbiamo assistito, passo dopo passo, sia alla caduta del secondo Governo Conte che alla nascita del “Draghi uno”, forte, in Parlamento, di una maggioranza, come si usa dire “bulgara”.
Vecchi e nuovi attori sulla scena della politica nostrana, alle prese da un anno, con le problematiche sanitario/economiche del virus.
Nell’ultimo periodo del Governo che ci ha appena lasciato diversi “attori” non sono mai sembrati pienamente all’altezza dei compiti loro affidati e, conseguentemente, tutto l’Italico popolo ne ha risentito. Ci riferiamo, principalmente, ai dispositivi atti a diminuire la possibilità di contagio, ai rimborsi promessi e non sempre mantenuti a favore di tante attività che con la pandemia non hanno potuto operare.
Ma l’elenco è assai lungo ed articolato: ci sono la scuola ed i trasporti, non gestiti al meglio e preventivamente non messi in condizione di divenire potenziale veicolo di contagio, i nostri ospedali, per anni svuotati dall’interno delle loro potenzialità, e quindi messi nella terribile condizione di operare per mesi in assoluta emergenza, con medici, infermieri ed operatori sanitari a grave rischio di infettarsi e morire, come avvenuto in molti, troppi casi. Le cicale estive, poi, con i vari “bonus” hanno suonato la carica al virus per tornare ad aggredirci nei primissimi giorni dell’autunno. Prima di Natale sono apparsi all’orizzonte i vaccini; ed in molti hanno creduto che, una volta vaccinati, tutto ed in fretta sarebbe tornato come prima.
Ma gestioni superficiali ed interessi ancora non ben delineati, nel prima e nel dopo estate hanno portato ad accumulare ritardi e problematiche varie anche nell’inizio delle vaccinazioni con l’Europa che, fattasi paladina dell’acquisto dei vaccini, ha ampiamente, dimostrato i propri limiti e le carenze organizzative.
Ora, giunti al Marzo, ad un anno esatto dall’inizio delle nostre tribolazioni, e con quasi centomila morti per virus, si è finalmente, forse, deciso di cambiare strada e di dare l’Italia e gli Italiani in mano ad un “Direttore d’Orchestra” di indubbio valore e, nel contempo di dare a questo “Direttore” la più ampia fiducia; anche perché sarebbe sin troppo chiaro che buona parte dei nostri partiti non ha le risorse umane necessarie per affrontare una congiuntura sanitaria ed economica della portata attuale. I primi passi sembrerebbero incoraggianti, poiché molti “personaggi” sono o stanno per essere messi da parte e, forse, si auspica, chiamati dalla Magistratura a rendere conto del loro operato.
Quello che, in parte stupisce, è il fatto che molti componenti dell’orchestra precedente siedano ancora sulla stessa seggiola e, si spera di no, continuino a suonare la stessa musica di prima. Ma è anche chiaro ed innegabile che nessuno, qui da noi, è intenzionato a lasciare di buon grado una poltrona che non ha occupato al meglio.
E’ storia vecchia. Comunque, lasciati da parte fiori primaverili, banchi “autoscontro”, bonus da giornale Topolino, ci si potrebbe avviare seriamente a predisporre un piano sanitario ed economico che ci porti, contemporaneamente, sia fuori dal rischio contagi che fuori da una gravissima crisi economica.
E poi, ci viene da credere, ci sarebbe un terzo piano da affrontare ed in grande fretta: quello di far capire alla gente che, purtroppo e per molti anni, nulla sarà come prima. Servirà attenzione, distanziamento, dispositivi individuali di protezione e tanto buon senso, quel buon senso che da noi pare sia mancato a quasi tutti i livelli e che, se non ci mettiamo seriamente a fare le cose giuste, porterà noi tutti ad essere pesantemente condizionati nella nostra vita, nella nostra quotidianità. I nostri nonni, quelli che ora o non ci sono più, o hanno ampiamente superato gli ottanta, dicevano che il male “arriva in carrozza e se ne va a piedi”. Saggio “adagio” che faceva comprendere quanto fosse difficile scrollarsi di dosso un malanno, di qualsiasi natura esso potesse essere.
Sarà, pertanto, necessario organizzare ed essere organizzati. Ognuno stare nella fila al posto proprio ed ogni responsabile grande o piccolo essere messo in grado di svolgere al meglio il  compito che gli è stato assegnato.
Direttore d’orchestra, orchestrali e pubblico dovranno stare esattamente ognuno al proprio posto: chi dirige, chi suona e chi ascolta.
Solo così la rappresentazione sarà di buon livello ed il pubblico potrà lasciare il teatro soddisfatto. Auguri “Direttore ed orchestrali” ed auguri anche a noi spettatori che spesso parliamo quando sarebbe opportuno stare zitti e stiamo zitti quando sarebbe il momento di parlare.

Pier Marco Gallo

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