giovedì 18 Agosto 2022

POLTRONE &… DIVANI

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Si avvicina  la data delle elezioni politiche.
POLTRONE E…DIVANI

C’era da aspettarselo e sta puntualmente accadendo. Appena resa nota la data delle prossime elezioni politiche per il rinnovo dei due rami del Parlamento, tra i partiti si è scatenata una vera e propria bagarre per la spartizione teorica, ma non troppo, delle poltrone ampie e comode disponibili.
Intese che vanno e che vengono, amici di ieri che diventano avversari, partitini dello zero virgola o del due meno qualcosa percento si stanno impegnando disperatamente per trovare un amico più grande che ne possa garantirne la sopravvivenza, che possa assicurare qualche seggio blindato (che orribile espressione!) disponibile.
Le coalizioni si stanno piano piano delineando, coalizioni che non di rado tendono a raggruppare espressioni politiche non sempre convergenti e che poi, dopo le votazioni, non si capisce cosa potranno mettere assieme e come riusciranno a far coincidere i loro interessi con il bene dei cittadini, quei cittadini che assurgono a tale onore solo in periodo elettorale con promesse su promesse raramente mantenute per un motivo o per un altro.
Aver creato un crisi di governo in un periodo come questo, in una estate torrida, siccitosa, con guerre e virus vari che circolano ancora a piacimento, è una cosa che resta davvero difficile da comprendere anche perché la primavera prossima avrebbe visto terminare naturalmente questa legislatura, ma no, si è voluto, da una qualche parte politica, anticipare, per interesse e non certo per il bene dell’italico popolo che sembra sempre più allontanarsi dalla politica e, soprattutto dai suoi rappresentanti troppo spesso percepiti non adatti ai compiti cui sono stati chiamati.
E poi ci viene da chiederci come si andrà a votare e come sarà composto il nuovo Parlamento visto che un referendum ne avrebbe dimezzato i componenti. Ma di questo fatto nessuno parla; l’importante è coalizzarsi, mandare il messaggio che si vinceranno le elezioni che si faranno cose mirabolanti, come sempre accade in vicinanza delle elezioni stesse.
E poi, si ha paura della destra, la si demonizza, si ha paura che venga la dittatura, come se una qualche forma di dittatura, nel mondo o in Italia fosse sempre scaturita dalla costola della destra. In fondo, anche oggi una qual forma di dittatura la si potrebbe trovare laddove le notizie sono spesso unidirezionali, laddove lo stesso morto ammazzato cambia di valenza con il colore della sua pelle, laddove si vede intolleranza unidirezionale, senza unire alla parola diritti anche quella di doveri, troppo spesso dimenticati.
“Panem et circesem“ dicevano gli Imperatori romani, movida, divertimento, viaggi e vacanze si predica oggi quasi che il nostro paese fosse composto da beoni e giocherelloni vacanzieri a tutto tondo.
Ma non è sempre così perché una buona fetta di italiani lotta per arrivare a fine mese nonostante i vari redditi di cittadinanza e gli infiniti bonus. Ed i contratti di lavoro per i giovani con le paghe da fame sono quasi la normalità, senza pensare che poi, un domani, non si sa se e quanto prenderanno di pensione.
Ma ora alla politica queste cose poco interessano, ora alla politica interessano poltrone e magari divani da occupare e da tenere ben stretti per  il maggior tempo possibile. Non è che si abbiano maggiori preferenze per la parte di destra o di sinistra occupata dagli eletti nelle due camere, non è che ci renda particolarmente felici se una delle due aree si prenderà l’onere di governare, l’importante sarebbe farlo e farlo bene.
E poi questa tornata elettorale, in piena estate, con la gente al mare, in montagna o peggio a boccheggiare in alloggi sempre più caldi, crediamo possa avere poco seguito e poco interesse. Chi soffre diciamo così, se ne frega di chi vince o di chi perde, nella convinzione che tanto nulla cambierà.
Chi si gode le vacanze, meritate o meno ha più interesse a divertirsi, a tirar tardi la notte e ad avere pochi pensieri, figuriamoci prendersi la briga di seguire comizi o dibattiti in tv che molto spesso sembrano parti in commedia e poi…tutti amici come prima a telecamere spente.
Ed in ultimo, diciamocelo francamente a chi giova votare solo un misero giorno dalle 7 alle 23 quando si poteva allungare sino al lunedì con la non peregrina speranza che qualche italiano in più andasse a votare? Malignamente crediamo che la cosa sia stata pensata e ponderata molto bene da una certa parte politica ancora al potere i cui elettori, fedelmente, a votare ci vanno sempre  e comunque, a scatola chiusa.
Mentre altri elettori di varia tendenza girano volentieri le spalle alla cabina elettorale, salvo poi lamentarsi del malgoverno, delle truffe, dello spreco di denaro pubblico e via dicendo.
Non si ha idea di come sarà la legge elettorale e di quanti saranno gli eletti, ma sicuramente sarà la…vecchia…vecchia come la nostra povera politica.
Buon caldo

Pier Marco Gallo

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