domenica 3 Marzo 2024 - Anno 33

“L’OROLOGIO DI VILLA SULTANA”

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“L’orologio di Villa Sultana”, Golem editore pag.256 euro14,90, scritto da Marzia Taruffi, fresca vincitrice del Premio AUgusto Monti, non e’ solo un romanzo noir ed una imprevedibile ed intrigante storia d’amore e di morte, ma e’ anche una sottile ed impalpabile elegia alla raffinatezza un po’ fané, alla bellezza ed alla classe di uno degli esempi più’ importanti dell’architettura belle epoque sulla riviera ligure di ponente.
Gli edifici storici e le dimore parlano e trasmettono i flussi positivi o negativi di coloro che le hanno frequentate ed animate, di tutti coloro che vi hanno soggiornato e, spesso, anche se può sembrare un’affermazione avventata, scelgono i loro ospiti.Una intricata vicenda dove un misterioso orologio inerosabilmente cadenza il tempo di tante vite, cercando una spiegazione ai tanti misteri, ai dolori ed alle sofferenze, che si dipanano tra il giardino e nella grotta di una delle dimore più’ esclusive ed eleganti della Liguria,Villa Sultana, sede di un antico kursaal, nelle vicinanze della Costa Azzurra.
Nel suo parco labirintico  e lussureggiante si consuma il destino di due ragazzi, la cui vicenda si riverbera in oltre cento anni di storia. Una bara perfettamente conservata e  vuota, datata 1940.
Un corpo mummificato, che risale a decenni prima.Cosa li accomuna e perché’ sono occultati nella grotta della ancora più’ misteriosa Villa Sultana? Sono gli interrogativi che dovrà dipanare il vicequestore Alfredo Cavallucci, impegnato non solo a risolvere i misteri del 1919, ma anche a cercare di fermare il flusso di droga, che inonda la Riviera e la Costa Azzurra, ed ad individuare i narcotrafficanti, che si fanno sempre più’ arroganti e spietati.
Se le case parlano,Villa Sultana aveva appena iniziato a svelare le sue fosche trame, una magione dove non solo i misteri sono di casa, ma anche i sentimenti riaffiorano e dove tutto sembra procedere secondo una strategia perfettamente architettata. Alla fine tutto si ricompone, assecondando il battito di un orologio, che dopo secoli scandisce le ore nelle mani del vicequestore Alfredo Cavallucci.Il tutto raccontato con maestria e leggerezza dall’autrice Marzia Taruffi, scrittrice, saggista e penna coinvolgente dei quotidiani Avvenire, Repubblica ,Stampa  e Secolo XIX.
Il suo precedente romanzo “Il Podestà” edizioni Esterina, ha vinto meritatamente il Premio Acqui Storia.
Con “L’orologio di Villa Sultana” continua la sua ricerca nell’’incrociare  il gioco estremo del destino con la conturbante ed insinuante bellezza dei luoghi, costruendo e muovendo personaggi e vicende, che sanno e rimanere nell’immaginario dei lettori.

CARLO SBURLATI

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