sabato 26 Novembre 2022

ACQUI TERME E IN 4 COMUNI DELL’ACQUESE AUMENTA L’ORARIO DEGLI ASILI NIDO

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Acqui Terme e in 4 Comuni dell’acquese aumenta l’orario degli asili nido ma non le tariffe. Oltre alla città termale interessati anche Alice Bel Colle, Bistagno, Cassine e Visone.

Gli asili nido di Acqui Terme, Alice Bel Colle, Bistagno, Cassine e Visone potranno prolungare l’orario di apertura e mantenere invariate le tariffe grazie alla Regione, che investe nei cinque centri a questo scopo oltre 110mila Euro.
“Una misura fortemente voluta da Fratelli d’Italia e dall’Assessore Regionale all’Istruzione Elena Chiorino per venire incontro agli amministratori che lavorano ogni giorno per mantenere i servizi sui propri territori, ma anche per dare un supporto alle famiglie, all’occupazione femminile e alla natalità”- commenta Claudio Bonante, Capo di Gabinetto dell’Assessore – “L’andamento della curva demografica è decisamente preoccupante e rende evidente che si devono attuare politiche di supporto all’inversione del dato e ampliare gli orari significa supportare sia le madri lavoratrici sia incrementare l’occupazione femminile, perché si aumenta il numero di educatrici necessarie, ma significa anche non gravare sulle casse comunali calmierando le tariffe”.
In totale 61 Comuni piemontesi hanno partecipato al bando: 17 in provincia di Torino, 10  provincia di Alessandria, 5 nell’astigiano e 4 nel cuneese. I restanti 25 Comuni coinvolti sono distribuiti tra le province di Novara, Biella, Vercelli e Verbano Cusio-Ossola.
Per quanto riguarda i 5 Comuni dell’acquese, nel dettaglio Acqui Terme viene finanziato con 49.400,00€; Alice Bel Colle, Bistagno e Cassine ottengono un finanziamento di 13.130,00 € a testa, mentre a Visone viene finanziato un importo di 22.750,00 €.
“L’ampliamento dell’orario potrà essere attivato dal lunedì al venerdì e/o il sabato mattina, ad integrazione dell’orario standard garantito” – conclude Bonante – “Sarà così possibile migliorare la qualità della prestazione offerta dalle strutture coinvolte contribuendo anche a contrastare lo spopolamento dei territori montani e marginali”

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