mercoledì 19 Giugno 2024 - Anno 33

LAVORARE PER MORIRE, AMARE PER MORIRE

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Si aggravano sempre di più le disgrazie sul lavoro e la violenza in genere.
LAVORARE PER MORIRE, AMARE PER MORIRE

Si fa sempre più pesante il bilancio delle morti sul lavoro e della violenza in genere, dove si mescolano rapporti un tempo felici e poi permeati di odio, azioni dettate dalla mancanza di una qualsiasi remora e rispetto dell’altro, specie se si tratta di una donna vista come oggetto di desiderio e divertimento del momento. Ma si assiste anche a reazioni esagerate per motivi futili, una discussione, un presunto sgarbo, un tentativo di mettere la ragione laddove la ragione non pare esistere.
Da una parte assistiamo quasi increduli alla morte di cinque persone che stavano lavorando sui binari della ferrovia, lavorando di notte, lavorando a ritmi e con tempi difficili da mantenere, ma che entrano nella sfera del profitto, quel profitto che lentamente sta riportando le persone a condizioni di quasi schiavitù. La causa della morte di quelle cinque persone non crediamo vada ricercata in coloro che erano vicino a loro o che dovevano gestire la meglio il transito dei treni, ma anche e soprattutto nel fatto che il nostro trasporto ferroviario ed il suo personale si sono nel tempo modificati in peggio seguendo il miraggio del risparmio e lasciando nelle mani di ditte esterne compiti ed attribuzioni che dovrebbero prescindere dal mero guadagno, dalla necessità di monetizzare comunque ed a qualsiasi costo anche i lavori più a rischio. Quindi crediamo che non dal basso, ma da molto in alto vadano cercate le responsabilità. E qui chiudiamo.
Altra impressionante forma di violenza deriva dai quasi quotidiani femminicidi, dall’uccisione di donne che prima si sono amate e che poi per i più svariati motivi si sono allontanate. Questo fatto molti non lo accettano, vedono l’altra persona come una cosa propria da tenere con se a qualunque costo e se si allontana va inseguita ed eliminata, quasi come a lavare un’onta che non esiste, ma che va a ricoprire qualsiasi ragionamento, va a prevalere sulla ragione e su quello che una volta si chiamava buon senso. Queste uccisioni si potrebbero paragonare all’ormai lontano “delitto d’onore” che consentiva ad un uomo di eliminare colei che gli aveva, secondo la sua mentalità, mancato di rispetto. A poco valgono le azioni che da molte parti ed anche dalle forze dell’ordine si cerca di mettere in atto per prevenire, a poco valgono i divieti di avvicinamento di continuare a molestare a  minacciare, a terrorizzare. Forse, e qui saremo certamente oggetto di critica, ma alcune cose vanno pur dette, vi sarebbe bisogno di una maggiore attenzione nello scegliere il partner, nell’affidare una parte della propria vita ad una persona che magari si frequenta da poco e poco si conosce, nel porre frettolosamente le basi di un rapporto che non ha ancora tutti i presupposti per essere duraturo e felice. Non è una buona norma affidarsi  a qualcuno solo perché piace ed è amante del divertimento, dello sballo, del vivere alla giornata.
Ma quello delle sballo, della droga, del divertimento a qualsiasi costo è un altro capitolo che ci porta lontano, dentro un mondo che resta difficile comprendere, come sono difficili da comprendere tante violenze che maturano in ambienti poveri di mezzi e di saggezza, in ambienti dove i giovani vivono come dentro un video gioco dove tutto è virtuale, ma le violenze gli stupri anche su ragazze poco più che bambine sembrano fare parte di un mondo a se, dove anche le famiglie, le mamme i papà avrebbero bisogno di maggiore consapevolezza.
Le “buone maniere” il “comportarsi bene” il desiderio di essere “una famiglia ed una persona rispettabile” non esistono quasi più, non sono più di moda oppure appartengono ad un passato che per lo più si deride, si percepisce come un fastidio del tempo dei nonni, quando le parole “virtù, buona educazione, fare buona figura” erano la base della famiglia.
Ed allora continuiamo pure a seguire questo pifferaio, questo ammaliatore che tutto promette e tutto consente, ma non meravigliamoci dei sedicenni che sparano ed uccidono o degli uomini con la fiocina nel bagagliaio: fanno parte di questo mondo e delle nuove regole di NON vita.

Pier Marco Gallo

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